L'Autorità di Ambito Territoriale Ottimale n. 3 Marche Centro - Macerata è stata costituita
in base alla legge della Regione Marche n. 18 del 1998, in applicazione della legge n. 36 del 5 gennaio 1994
"Disposizioni in materia di risorse idriche".
La suddetta Legge Galli (L. 36/94) prevede la riorganizzazione dei servizi idrici attraverso il
raggiungimento di 4 obiettivi fondamentali:
a) il superamento della frammentazione delle gestioni a livello territoriale;
Una delle principali innovazioni introdotte dalla legge è rappresentato dal
tentativo di superare la frammentazione gestionale che caratterizza il settore dei servizi idrici
in Italia; a questo scopo si richiede l'identificazione di ambiti territoriali ottimali (ATO),
all'interno dei quali pervenire ad una gestione unitaria. L'ampliamento dei bacini d'utenza comporta
vantaggi sia dal lato dell'efficienza che da quello della qualità del servizio, come testimoniano
studi di settore i quali hanno valutato nell'ordine delle 300.000 unità di utenza i bacini minimi
affinché l'attività risulti redditizia; le aumentate dimensioni degli operatori dovrebbero,
inoltre, consentire di affrontare quegli investimenti preclusi ai piccoli gestori, sia per l'entità
della spesa, sia per l'assenza del livello di domanda tale da rendere conveniente l'investimento.
b) l'integrazione funzionale delle attività del ciclo idrico;
La legge impone una gestione unitaria ed integrata del ciclo idrico, inteso come
l'insieme dei servizi di captazione, adduzione e distribuzione di acqua ad usi civili, di fognatura e
depurazione delle acque reflue. Gli effetti dell'integrazione sono analoghi a quelli evidenziati in
riferimento all'estensione degli ambiti territoriali; sono inoltre intuibili le ricadute positive di
una visione globale del servizio, che potrà permettere di sfruttare tutte le possibili sinergie,
fino ad ora trascurate, sia a livello generale, sia specifiche di settore.
c) l'individuazione di una tariffa del Servizio Idrico Integrato che assicuri la copertura integrale
dei costi di gestione;
Un terzo pilastro individuato dalla legge Galli per la riorganizzazione del settore
idrico è rappresentato dalla nuova disciplina tariffaria: ispirandosi al principio della copertura
dei costi, la riforma prevede che la tariffa sia calcolata sulla base della qualità della risorsa
idrica e del servizio fornito, dei costi di gestione, delle opere e gli adeguamenti necessari, della
remunerazione del capitale investito.
d) separazione tra titolarità e gestione del servizio;
Un'ultima innovazione introdotta dalla legge Galli è rappresentata dalla
separazione tra titolarità e gestione del servizio idrico; si pone fine, in questo modo, alla
coincidenza tra i "titolari" ed i "gestori" del servizio prevista dal sistema italiano,
fonte di inevitabile confusione tra le funzioni di indirizzo, regolamentazione, controllo e la funzione di
gestione. In base alla 36/94 la titolarità del servizio rimane a Province e Comuni, che, devono
affidarne la gestione operativa mediante una delle forme previste dal novellato art. 113 della Legge
267/2000.
Numerosi sono i soggetti protagonisti della riforma, cui sono affidati specifici ruoli e competenze;
in particolare spetta:
- allo Stato il compito di fissare i criteri generali;
- alle Regioni, approvando le leggi di applicazione, il compito di individuare i limiti territoriali
degli ambiti e disciplinare i rapporti tra i soggetti gestori e gli Enti Locali;
- agli Enti locali, attraverso la costituzione di Autorità di Ambito, il delicato compito di
organizzare il Servizio idrico Integrato nonché di svolgere la funzione di programmazione e
controllo della gestione.
Più specificatamente le principali funzioni dell'Autorità di Ambito n. 3 di Macerata, esplicitate
negli artt. 2 e 3 dello Statuto della stessa sono:
- la predisposizione della ricognizione tecnica e gestionale relativa ai servizi
idrici verificando lo stato di strutture e impianti nonché il livello di efficienza ed efficacia
gestionale;
- l'individuazione della forma di gestione, del soggetto gestore del servizio, nonché l'adozione
della Convenzione per la gestione;
- l'approvazione del Piano d'Ambito, inteso come strumento di attuazione delle scelte strategiche
dell'Autorità, in cui viene definita l'entità degli investimenti necessari (Piano degli
interventi), individuato l'assetto gestionale (Modello gestionale) ed infine predisposto un piano
economico e finanziario con l'individuazione della tariffa da applicare all'utenza;
- il controllo del Servizio e dell'attività del gestore affidatario al fine di verificare la
corretta applicazione della tariffa, il raggiungimento degli obbiettivi e dei livelli di qualità
previsti dal Piano.
L'Autorità, nell'esercizio di tali funzioni, rappresenta sia i soggetti consorziati, quindi i Comuni
dell'Ambito, sia l'utenza, quindi i consumatori del Servizio Idrico Integrato.
|